Sammartino: “Sicilia rischia collasso del sistema sanitario, guaio di Musumeci è l’arroganza”

Articolo di Paolo Mandarà, Buttanissima Sicilia, 16 novembre 2020

Al “partito della sfiducia” si iscrive anche Luca Sammartino, nonostante le difficoltà di Italia Viva a riconoscere l’efficacia del metodo. La mozione di censura nei confronti dell’assessore alla Salute, quindi, troverà anche la sponda di Mr. Preferenze, che con Razza e Musumeci condivide soltanto la provenienza, Catania. Per Sammartino, reduce dalla nomina nella cabina di regina nazionale di Italia Viva, il governo di centrodestra non si è rivelato all’altezza e ha perso tempo prezioso nella transizione dalla prima alla seconda fase dell’emergenza. Quindi, zero sconti.

“La Sicilia rischia il collasso del sistema sanitario. Rischia di perdere l’ordinarietà delle cure che i siciliani hanno bisogno. Già prima dell’emergenza Covid, il nostro sistema, ricco di numerose eccellenze, soffriva rispetto al resto del Paese, in particolare come tempo di risposta al bisogno della cura. Oggi con la strategia attuata dall’assessore Razza, con la famosa politica della “fisarmonica”, con la trasformazione di reparti ordinari in Covid, si stanno acuendo sempre di più le criticità e oggi i siciliani hanno il problema della sospensione delle cure delle malattie croniche. Bisognava attrezzare le province di Covid center, riattivando anche ospedali o strutture dismesse, in maniera da non lasciare scoperti i servizi sanitari essenziali e tutto questo però andava programmato nei mesi che hanno avuto a disposizione tra la prima e seconda ondata. Diciamo che hanno perso il vantaggio che la Sicilia aveva”.

Quali sono le responsabilità di Razza e Musumeci?

“Prima di tutto c’è stata arroganza. L’arroganza di pensare e di essere convinti di conoscere solo loro il sistema sanitario e le sue criticità che ha portato alla mancata organizzazione. È finito il tempo del “faremo, faremo”. Adesso non è più tempo degli annunci, è il tempo di ristabilire la collaborazione istituzionale. Ma mi lasci dire una cosa”.

Prego.

“È incedente come stanno trattando gli operatori sanitari, con un finto piano assunzionale con contratti di lavoro non idonei. Nelle corsie degli ospedali, nelle USCA (le unità specializzate di continuità assistenziale), nelle ambulanze del 118 gli operatori sanitari stanno svolgendo un lavoro straordinario e sono pure vittime dei tanti negazionisti. Li ringrazio e sono al loro fianco”.

È necessario il lockdown generale per impedire il collasso dell’intero sistema?

“Se si procede a tentoni, con questo tipo di organizzazione, purtroppo sarà inevitabile il lockdown. Se non c’è la giusta risposta organizzativa evitare la chiusura totale sarà veramente molto difficile”.

Dopo il declassamento della Sicilia a “zona arancione”, Musumeci ha sostenuto la tesi del complotto. Perché, secondo lei?

“La competenza in materia sanitaria è sua a prescindere dall’emergenza che stiamo vivendo, ma la verità è che da quando Musumeci si è insediato ha sempre cercato un nemico, in un continuo gioco a scaricare le responsabilità. Oggi, e dopo tre anni di governo, deve guardarsi allo specchio e deve ammettere di aver sbagliato in particolare assegnando deleghe importanti, come la sanità, a persone, non per merito politico o per indiscussa capacità tecnica ma semplicemente per rapporti personali. Ancora è in tempo per poter rimediare, spero lo faccia”.

Qual è la posizione di Italia Viva e di Luca Sammartino rispetto alla “mozione di censura” nei confronti dell’assessore alla Salute?

“È un atto che non ho condiviso nel metodo, ma è anche un atto che esprime un giudizio politico sull’operato di un assessore, e quindi di un governo, motivo per il quale voterò a favore e spero che saremo in tanti a farlo, e che i deputati si possano esprimere in maniera libera senza alcun condizionamento di appartenenza politica”.

La Finanziaria regionale è ancora ferma al palo. Perché? Quale errore è stato commesso?

“L’errore è stato quello di voler illudere i siciliani con una Finanziaria costruita sulla sabbia, cioè con fondi extra regionali che, come avevamo denunciato ai tempi, ancora non sono stati impegnati e dunque non sono disponibili. L’ennesima furbizia di un governo farlocco. Così a pagarne le spese saranno purtroppo le fasce più deboli ed il mondo produttivo siciliano”.

Come immagina il futuro di Italia Viva? Ci sono un paio di alternative: nel “campo largo” con Pd e Cinque Stelle o rispondendo all’invito di Cuffaro, ripopolando il centro moderato.

“Il futuro è tutto da scrivere, lo stiamo costruendo senza pregiudizi di alleanza ma certi di voler stare con persone e partiti con i quali condividere un progetto per la Sicilia. Il campo largo di Pd e 5 stelle? È un campo, non mi sembra largo e non mi appassiona”.

Lei ha da poco fatto ingresso nella cabina di regia nazionale di Italia Viva. Con quali sensazione e quale bagaglio viene fuori dall’assemblea nazionale del partito?

“Mi lasci ringraziare Matteo Renzi, Ettore Rosato e Teresa Bellanova per la fiducia. È un grande onore e una grande responsabilità. Lavoreremo insieme ai gruppi di Camera e Senato, ai consiglieri regionali, ai sindaci, agli amministratori locali, ai coordinatori provinciali, ai comitati ed alla società civile per essere la voce dei territori e per costruire una comunità di valori e idee”.