La sburocratizzazione è legge: passa il ddl Sammartino

Intervista di Giuseppe Bianca, “La Sicilia”, 17 giugno 2020

Il ddl Sammartino sulla sburocratizzazione è legge. È stato approvato ieri sera dall’Assemblea regionale Siciliana. Contenuto all’interno del testo l’emendamento presentato dal governo che conferisce poteri straordinari in deroga su norme regionali in caso di dichiarata emergenza, al presidente della Regione. Su questo tutte le opposizioni hanno mostrato ampia contrarietà. Alla fine la legge è stata approvata con 32 voti favorevoli e 24 contrari.

Luca Sammartino, presidente della commissione Cultura, quali sono le tre grandi novità di questa legge in ordine di importanza?

«In primo luogo, il ricorso generalizzato alle autocertificazioni per il rilascio di autorizzazioni e permessi e per ottenere il pagamento di corrispettivi e contributi. Vengono aggiornati diversi aspetti della disciplina dei procedimenti amministrativi per rendere più rapido e trasparente l’iter e dare tempi più certi per arrivare alle decisioni finali».

E poi?

«Si sancisce anche la possibilità di nominare i sindaci ed i rappresentanti delle ex Province come commissari per la realizzazione di opere pubbliche, allo scopo di accelerare il percorso per realizzare infrastrutture ed interventi sugli edifici scolastici».

Secondo lei sarà possibile per la pubblica amministrazione dotarsi di strumenti eccezionali per una conduzione ordinaria dei processi amministrativi?

«È un processo già in corso. Le norme statali hanno “aperto una porta” per dare risposte straordinarie ad una situazione straordinaria come l’emergenza Covid. La Regione è, da questo punto di vista, un po’in ritardo ma può e deve fare la sua parte per non lasciare la Sicilia indietro, specie in un momento come questo».

Questa legge come avvicina imprese e pubbliche amministrazioni?

«L’obiettivo della legge è quello di estendere in via generale, ed “a regime” – parliamo di una norma destinata a rimanere anche oltre l’emergenza Covid – è quello di fornire un cambiamento sostanziale di prospettiva. I cittadini e le imprese meritano “fiducia” da parte della pubblica amministrazione».

Non è che i controlli subiranno un allentamento?

«Assolutamente no. I controlli – che rimangono previsti e vengono anzi aumentati – vanno fatti soprattutto “dopo”, per verificare la correttezza sostanziale, non per vessare con richieste di documentazione inutile e costosa e con tempi inaccettabili per avere riscontro. E chi sbaglia paga. Se i cittadini dichiarano il falso allora saranno presi provvedimenti».

Miccichè sostiene che il dipendente regionale è anagraficamente poco motivato. Che ne pensa?

«Sicuramente tutta la Pubblica amministrazione avrebbe bisogno di essere riorganizzata, per renderla più efficiente, moderna e trasparente. Bisogna lavorare sul rafforzamento guardando alle figure specializzate che occorrono ma anche a valorizzare, con una corretta programmazione, con l’aggiornamento ed incentivando competenze e produttività, anche le professionalità che ci sono».

Una burocrazia leggera è una sintesi possibile?

«Una legge non può bastare, se non viene accompagnata da un cambio di prospettiva. La pubblica amministrazione deve garantire i fondamentali interessi pubblici senza per questo essere, come purtroppo spesso è stato, una “palla al piede” per una Sicilia che ha voglia di crescere, di cambiare, di investire. Perciò la legge è un punto di partenza, importante, cui dovranno seguire concreti atti da parte del governo ed un processo di cambiamento e modernizzazione che non possiamo, davvero, più permetterci di rinviare».

Un’altra legge approvata all’Ars con convergenze allargate tra gli equilibri parlamentari. Sta diventando un abitudine?

«Si dimostra che, quando c’è da lavorare per l’interesse dei siciliani, quando si tratta di dotarsi di quelle riforme che non possono certo più essere rinviate, pur nella differenza di ruoli e posizioni un terreno comune si trova. È già successo, per esempio, con la riforma della formazione professionale che, per superare una legge inattuale ed inattuabile, vecchia di 40 anni, si è lavorato con grande spirito di collaborazione sia in Commissione sia in Aula. Sono certo che accadrà ancora».

GUARDA VIDEO DELL’INTERVENTO IN AULA