Ddl Sammartino, verso un sì trasversale sul “modello Genova”

Articolo de La Sicilia di Giuseppe Bianca, 7 maggio 2020

La Sicilia che si vuole smarcare dai tempi lunghi della burocrazia si affida al ddl a firma Luca Sammartino (Iv) per replicare il “modello Genova” e accelerare sulle opere pubbliche, le gare d’appalto e i pagamenti della pubblica amministrazione.

Presentato come emendamento durante l’esame della legge finanziaria, il disegno di legge è controfirmato anche dai capigruppo Tommaso Calderone (Fi), Nicola D’Agostino (Iv), Alessandro Aricò (Db), Elvira Amata (FdI), Antonio Catalfamo (Lega), Eleonora Lo Curto (Udc) e Giuseppe Lupo (Pd).

Il ddl ieri è stato incardinato in prima commissione all’Ars ed è stato fissato a mercoledì prossimo il termine per la presentazione degli emendamenti. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha dato carattere d’urgenza al testo senza nascondere il suo approccio assolutamente favorevole all’iniziativa del parlamentare catanese. Questo pare di per sé già un buon viatico per la legge.

Tra gli obiettivi ambiziosi della proposta ci sono il dimezzamento dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi (e di quelli relativi ai pareri da parte delle varie amministrazioni coinvolte nei casi di conferenza dei servizi) da parte dell’amministrazione regionale ed enti del settore pubblico regionale e degli enti locali della Sicilia. Le domande in cartaceo non dovranno essere duplicate in quanto già facenti parte del corredo della modalità telematica: il comma 2, infatti, impone alle autorità di gestione di programmi con finanziamento extraregionale (ad esempio Psr) di eliminare dalle disposizioni attuative la duplicazione delle domande in formato cartaceo quando queste sono già presentate in modalità telematica; si potrà fare ricorso all’autocertificazione per ottenere la «liquidazione di contributi, corrispettivi, sovvenzioni», tranne che «questo non sia espressamente vietato da norme dell’ordinamento statale o comunitario».

Lo strumento, nelle intenzioni del legislatore, andrebbe utilizzato anche per la ricostruzione postCovid: i sindaci-commissari potranno disporre di poteri speciali, appunto sul modello utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova e per l’Expo di Milano; stesso status anche per i manager delle aziende sanitarie ed ospedaliere, sindaci metropolitani e legali rappresentanti dei liberi consorzi che dovrebbero essere assimilati allo schema. Il loro mandato «non può superare in ogni caso i 18 mesi e gli atti assunti dovranno comunque essere pubblicati».

E prove tecniche di intesa ci sono state, ieri sera, nella trasmissione di Telecolor in cui erano ospiti di Luca Ciliberti gli stessi Miccichè e Sammartino, con Raffaele Stancanelli, eurodeputato di FdI. «Nessun asse politico trasversale», hanno detto, confermando però il sostegno dei loro partiti al ddl all’Ars, che però già ieri in commissione, secondo Miccichè, «ha visto manifestarsi qualcuno che non vuole che passi». Per il deputato renziano primo firmatario è «una legge per il bene dei siciliani», mentre l’ex sindaco di Catania l’ha definita «una battaglia di civiltà e modernità». Sammartino ha rotto il silenzio anche sull’attacco ricevuto da Nello Musumeci: «Un piccolo uomo, dal punto di vista del rapporto istituzionale», l’ha definito, parlando dello scontro all’Ars.

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