“Modello Genova” in Sicilia, il mio disegno di legge per la sburocratizzazione

Da un articolo dell’ANSA

Un “pacchetto” di norme per accelerare i procedimenti amministrativi, la liquidazione di corrispettivi e contributi alle imprese, la realizzazione delle opere pubbliche prioritarie in settori strategici come l’edilizia scolastica e sanitaria.

Ispirato al “modello Genova” per ridurre al massimo la burocrazia, il disegno di legge, primo firmatario Luca Sammartino (Idv), sarà esaminato in commissione Affari istituzionali all’Ars già martedì prossimo su input del presidente Gianfranco Miccichè, che gli ha dato carattere d’urgenza. A controfirmarlo anche i capigruppo di maggioranza.

Sammartino aveva depositato le norme ieri sera come emendamento alla manovra finanziaria e Miccichè, che da anni si batte contro la burocrazia, l’aveva subito accolto con favore, suggerendo poi il rinvio in commissione Affari istituzionali per affrontare in modo esaustivo il tema. Il testo dunque approda in commissione con un’intesa di massima.

“Questa norma cambia il volto della Sicilia”, dice all’Ansa Luca Sammartino, che è presidente della commissione Lavoro. “Grazie a queste norme porremo fine alle lungaggini burocratiche e ai ritardi che bloccano lo sviluppo economico dell’isola”. “A Genova, grazie ai poteri dati al sindaco, sul modello Expo, in 20 mesi è stato ricostruito il ponte Morandi – afferma Sammartino – E’ possibile dunque fare in Sicilia quello che è stato fatto a Genova. Il ponte Himera, la Ragusa-Catania e tutte le opere pubbliche ancora sono ferme nei cassetti della burocrazia. Adesso è venuto il momento di eliminare tutta questa burocrazia”.

Fra le norme c’è quella che introduce i commissari che disporranno di poteri speciali, sul modello utilizzato per la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova e per l’Expo di Milano, con il compito di sbloccare la realizzazione degli interventi infrastrutturali strategici già finanziati, di quelli per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e di quelli per l’adeguamento delle strutture sanitarie (anche per la riabilitazione post-Covid). I commissari sono individuati nei sindaci, nei sindaci metropolitani, nei legali rappresentanti dei Liberi Consorzi e nei manager delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Potranno derogare, entro i limiti previsti in via generale dell’ordinamento, al codice degli appalti ed avranno poteri sostitutivi per assicurare in ogni caso il completamento delle opere. Il mandato dei commissari non può superare in ogni caso i 18 mesi e gli atti assunti dovranno comunque essere pubblicati, assicurando la trasparenza.

“E’ una battaglia epocale e culturale – conclude Sammartino – La Sicilia ha bisogno di investimenti in tutti i settori per recuperare un gap di sviluppo. I soldi ci sono, i progetti anche ma le opere non partivano. Adesso non ci sono più scuse. Faccio un plauso a tutti i capigruppo dell’Ars che hanno sottoscritto l’emendamento”.