“Nascerà una nuova casa politica”

Intervista di Accursio Sabella per LiveSicilia.it. Parla Luca Sammartino: “Segretario inesistente, un suicidio la deriva grillina. Renzi ha ragione. Un appello alla Chiesa: riaprire gli oratori”.

“Zingaretti è inesistente. La deriva grillina? Sarebbe un errore e se il Pd continuasse su questa linea andrebbe incontro a un un suicidio politico. Spero ancora che ciò non avvenga. Tra la gente c’è un sentimento nuovo, al quale dobbiamo provare a dare una risposta”. A quarantott’ore di distanza dall’intervista a La Sicilia di Matteo Renzi, ecco un altro segnale forte, fortissimo in Sicilia. Luca Sammartino, tra i più convinti renziani dell’Isola, ha già “svoltato”: “Non mi occupo più del Pd” dice, facendo eco all’ex premier. E adesso, si guarda già oltre.

Intanto, è stato il Pd ad andare oltre, col commissariamento dell’ex segretario regionale Faraone.

“Ma il riformismo non si ferma con un commissariamento. Non si possono commissariare le idee. Nel Pd è sempre la stessa storia”.

Vale a dire?

“Cambiano i fattori, ma non il prodotto. Il problema è sempre lo stesso: chi è, di volta in volta, amico del segretario di turno. Adesso c’è l’amico di Franceschini e Lupo. Tutto ruota attorno ai soliti dirigenti di partito. Quelli, cioè, che hanno fallito”.

Sulle primarie del Pd è stato fatto anche un pasticcio: rinunce, ricorsi, un caos.

“Ma il problema in questo caso non è il regolamento, non sono i cavilli: la questione è tutta politica”.

E quale sarebbe allora la questione politica?

“Da Zingaretti ci attendevamo che mettesse in campo una proposta politica. Che parlasse di lavoro, di welfare, di temi. Invece di parlare alla gente, sta solo inseguendo i grillini. Se si continua così, sarà un suicidio politico. E poi, c’è anche un altro errore evidente”.

Quale?

“Zingaretti sta provando a ricostruire il partito con le solite persone, ormai scadute politicamente, usando i metodi della vecchia ditta. In Sicilia si sta fidando di chi ha portato il Pd al disastro, alle macerie, solo ed esclusivamente per il proprio narcisismo”.

E in questo disastro, secondo lei, nessuna responsabilità è da cercare tra i renziani? In fondo, in Sicilia fino a poco tempo fa erano tutti seguaci dell’ex premier, nella giunta Crocetta ce n’erano diversi…

“Io credo invece che il Pd di Renzi abbia ottenuto dei risultati non facili: quello, ad esempio, di allargare la base elettorale. Il problema, semmai, è un altro: da quando ho aderito al Pd, nel 2015, qui in Sicilia non ho mai trovato un partito, ho conosciuto solo il Pd dei baronati”.

Se è per questo, anche nella formazione delle liste per le politiche, non è che i renziani abbiano brillato per “generosità”…

“A dire il vero io in quell’occasione ho visto gente del Pd che ha votato per il Movimento cinque stelle o per gli uomini di Leu”.

Insomma, il suo giudizio è chiaro. E netto. Ma adesso, che si fa? Dove andate? Si pensa già a un nuovo partito, come ha sostanzialmente detto Renzi?

“Tempo addietro, anche qui su LiveSicilia, parlai di una nuova casa comune. Mi fa piacere che anche Renzi, nell’intervista che ha citato, parli di questo. L’unica soluzione credo sia quella di ripartire dalle riforme, cioè dalle idee che servono alla Sicilia”.

Ci sarà quindi una nuova ‘casa comune’?

“Se si continua così, sì, ci sarà, sarà inevitabile. È impossibile pensare di voler mettere in soffitta una parte delle storia repubblicana del nostro paese”.

A cosa si riferisce?

“Penso che oggi esista un sentimento comune, in Sicilia. A cui dobbiamo continuare a dare voce”.

In che modo darete voce a questo sentimento? Possiamo parlare di un nuovo partito?

“Non è il momento. Certamente non lavoreremo puntando a una sommatoria di ceto politico. Gli elettori sono stanchi delle esasperazioni. Partiremo dal basso, dalla gente”.

Ma già qualcuno ha aperto a questo progetto, anche nel centrodestra.

“Io registro soltanto un evidente magmatismo nei partiti di centro e centrodestra, ma oggi non è questa la cosa importante. Il modello che immagino dovrà fondarsi sulla società civile, sull’associazionismo e sul mondo cattolico al quale, se permette, vorrei lanciare un appello”.

Prego.

“La Chiesa torni a essere protagonista, torni a essere una porta aperta per chi vive nel disagio. Vengano valorizzate le piccole parrocchie, si riaprano gli oratori. Anche lì dovremo cercare e trovare i protagonisti della prossima classe dirigente siciliana. La gente non abbia timore di scendere in campo, ma non attorno a un simbolo, bensì ritrovandosi sui temi. L’obiettivo è fare in modo che una nuova generazione sia protagonista”.

Insomma, mi pare di capire che il Pd è già archiviato.

“Io dico solo che se il Pd continua così, noi possiamo rappresentare l’unica alternativa credibile al sovranismo”.

Ma sarete anche alternativa al governo Musumeci?

“Noi saremo sempre all’opposizione. A Musumeci, semmai, chiediamo di pensare meno ai progetti politici e di dedicarsi di più al governo della nostra terra”.

Pensa che nel nuovo progetto la seguiranno molti esponenti del Pd?

“Io mi auguro solo che questa idea possa trovare la più larga condivisione. Ma la cosa, ormai, mi interessa relativamente. Io non mi occupo più di questo ‘nuovo Pd’. Spero invece che molti inizino davvero a riflettere”.